Statuto - Confraternite della diocesi

Vai ai contenuti

Menu principale:

Statuto

STATUTO DELLE CONFRATERNITE DELLA DIOCESI DI ANAGNI ALATRI DIOCESI DI ANAGNI-ALATRI

STATUTO-QUADRO
DELLE CONFRATERNITE

ANNO 1999


Premessa


Nei secoli passati le Confraternite hanno espresso la forma più evidente, più originale e anche più attiva collaborazione con la Chiesa con l’essere testimoni e custodi di grandi valori religiosi, dalle principali verità della Fede, testimoniandole, ciascuno secondo la sua caratteristica, nella dimensione della Preghiera e del Culto, nella dimensione dell’apostolato della Parola e della Evangelizzazione e nella testimonianza della Carità.
Custodi dei grandi valori religiosi, creatrici di un incalcolabile tesoro di istruzione, educazione, formazione religiosa, di un impareggiabile tesoro di cultura e di arte, col mutare dei tempi le Confraternite si sono trovate un po’ in difficoltà, ma benché il mondo moderno cambi volto, non cambiano però i bisogni degli uomini.
Oggi l’urgenza dell’Evangelizzazione esige che anche le Confraternite partecipano più intensamente e più direttamente all’opera che la Chiesa compie per portare la luce e la grazia di Cristo agli uomini del nostro tempo, prendendo opportune iniziative per la formazione religiosa, ecclesiale e past§§orale dei loro membri e in favore dei vari ceti nei quali è possibile introdurre il lievito del Vangelo.
Punto di riferimento per una grande disciplina interna delle Confraternite lo troviamo nel Codice di Diritto Canonico nei canoni 298-320 dove si parla delle Associazioni dei fedeli:
«Nella Chiesa vi sono associazioni distinti dagli istituti di vita consacrata e dalle società di vita apostolica, in cui i fedeli, sia chierici, sia laici, sia chierici e laici insieme, tendono, mediante l’azione comune, all’incremento di una vita più perfetta, o alla promozione del culto pubblico o della dottrina cristiana,o ad altre opere di apostolato, quali sono iniziative di evangelizzazione,  esercizio di opere di pietà o di carità, animazione dell’ordine temporale mediante lo spirito cristiano»(Can.298§1).
La peculiare regolamentazione è poi specificata nello “Statuto”, che tutti devono avere, approvato dal Vescovo ai sensi del Can.312§2.
Le singole carte statuarie, elaborate dalla Congregazione generale della Confraternita, non devono contrastare con le indicazioni precettive dello Statuto-Quadro che segue e determinano, nella piena osservazione delle leggi, la denominazione e le specifiche finalità e caratteristiche dell’Associazione.
In questo cammino di rinnovamento e di responsabilità ecclesiali ci guidino i Nostri Santi Patroni e specialmente la SS.ma Vergine Maria.


Mons.Alberto Ponzi
Delegato Vescovile per le Confraternite



Statuto Quadro delle Confraternite
della Diocesi di Anagni-Alatri

Capitolo I


NATURA E FINALITÁ


art.1

La Ven. Confraternita_________________________________________________
è una associazione pubblica di fedeli eretta in _____________________________
nella Chiesa di _______________________con decreto dell’Ordinario Diocesano S.E. Mons. ___________________________il ____________________ a norma dei canoni 298-320 del Codice di Diritto Canonico ed ha personalità giuridica canonica.

art.2

La stessa gode di personalità giuridica nell’ordinamento dello Stato con decreto di _________________________in data_________________ (o per antico possesso di stato riconosciuto dal Ministero dell’Interno con decreto del _________________,) e perciò si qualifica come ente ecclesiastico civilmente riconosciuto (legge 20 maggio 1985 n. 222 art. 4).
È iscritta nel registro delle persone giuridiche del Tribunale di __________________
dal ________________________ col n. ___________Codice Fiscale n.___________________________

art.3

La Confraternita persegue fini di religione e di culto e non ha scopi di lucro.
Queste le finalità proprie della Confraternita:

a)                    costituire una viva comunità ecclesiale che sia luogo di comunione, di     annuncio della fede che ha al centro l’Eucarestia e perciò aiuti i Confratelli e le Consorelle a realizzare pienamente la propria vocazione cristiana, mediante una intensa vita spirituale, una assidua formazione alla liturgia e alla pietà popolare secondo le linee del rinnovamento liturgico promosso dal Concilio Vaticano II ed una efficace operosità apostolica;
b)                  promuovere iniziative per la formazione cristiana permanente dei Confratelli e delle Consorelle per la crescita umana e sociale dei membri, promuovendo altresì il volontariato e la solidarietà mediante l’esercizio delle opere di misericordia spirituali e corporali in risposta alle nuove povertà;
c)                promuovere il culto pubblico della Chiesa, curare l’animazione delle celebrazioni liturgiche e sostenere le attività cultuali del luogo sacro dove ha sede la Confraternita, provvedendo, se l’edificio sacro è proprietà della stessa, alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio sacro e dei locali annessi;
d)              collaborare per l’attuazione delle direttive pastorali del Vescovo nello svolgimento dei piani di azione pastorale della comunità diocesana e parrocchiale;
e)             offrire una fattiva collaborazione per sostenere le manifestazioni dell’autentica pietà popolare;
f)             promuovere iniziative di carattere educativo, culturale, caritativo, assistenziale, nelle varie forme, in ordine al progetto organico con cui esse vengono affrontate nella diocesi;
g)            promuovere la conservazione, la valorizzazione e il recupero dei beni culturali, architettonici, artistici, storici, archivistici della Confraternita e delle sue storiche tradizioni per la trasmissione della cultura cristiana, strumento  di efficace evangelizzazione.

art.4

La Confraternita è sottoposta esclusivamente alla giurisdizione dell’Ordinario Diocesano per quanto riguarda l’esistenza, il funzionamento e l’amministrazione, in conformità al can. 305 del Codice di Diritto Canonico.

art.5

La Confraternita si propone di mantenere vivi i rapporti con altre associazioni a norma del can. 328 del Codice di Diritto Canonico, specialmente con quelle esistenti nello stesso territorio e di promuoverli nello spirito di fraternità e di collaborazione.


Capitolo II

AMMISSIONE E DIMISSIONE DEI
CONFRATELLI E CONSORELLE



art.6

Possono far parte della Confraternita i fedeli che:
- abbiano compiuto il 18° anno di età e ricevuto il Sacramento della Confermazione;
- godano di buona stima e siano disposti a compiere esperienza comunitaria di fede;
- accettino lo Statuto e il Regolamento della Confraternita.

MODIFICHE E INTEGRAZIONI DEL 1 SETTEMBRE 2011
Possono inoltre far parte anche gli iscritti già ad un’altra confraternita, senza aver diritto di voto.

art.7
Possono aderire alla Confraternita, come aspiranti, ragazzi/e di età inferiore ai 18 anni, purché frequentino i regolari corsi di catechesi a completamento della Iniziazione Cristiana e si impegnino a partecipare agli incontri della Confraternita.

art.8

La domanda di ammissione deve essere fatta per iscritto dall’interessato/a, con commendatizia di un confratello o consorella rivolta al Priore recante il proprio indirizzo, corredata dai certificati di Battesimo e Cresima. Essa viene esaminata dal Consiglio Direttivo, che decide a maggioranza relativa, con voto segreto dei partecipanti.
Per i minorenni la domanda deve essere firmata dal genitore o da chi ne fa le veci.

art.9

Il candidato/a, informato/a per iscritto dal Priore circa l’accoglimento della domanda, prima dell’accettazione definitiva dovrà compiere un periodo di prova o di noviziato, che avrà la durata di almeno un anno. Al termine del periodo di prova il candidato/a sarà ammesso/a alla vestizione e professione e l’accettazione sarà definitiva.

art.10

Con l’accettazione definitiva il candidato/a maggiorenne acquista lo stato di confratello/consorella ed il conseguente esercizio dei diritti-doveri. Il suo nome verrà iscritto nell’apposito Registro.
Per il minore, invece, l’accettazione comporterà la qualifica di confratello/consorella ma l’esercizio dei diritti correlativi si acquisterà al compimento del diciottesimo anno di età.

art.11

La vestizione avverrà secondo l’uso della Confraternita determinata dal Regolamento.


art.12

Non può essere accettato/a nella Confraternita:
a) chi abbia pubblicamente abbandonato la fede (adesione ai Testimoni di Geova, ai protestanti ecc.) e si sia allontanato dalla comunione ecclesiastica o sia incorso nella scomunica (can. 316§1);
b) chi viva pubblicamente in maniera incompatibile con la dottrina e la disciplina della chiesa, particolarmente in situazioni coniugali irregolari (matrimonio civile, libera convivenza, adulterio notorio ecc.);
c) chi sia causa di discordie, divisioni, liti;
d) chi è iscritto già a un’altra Confraternita.

MODIFICHE E INTEGRAZIONI DEL 1 SETTEMBRE 2011

b) in casi particolari, e da vagliare con attenzione, per motivi pastorali, e per dare  un sostegno al cammino cristiano delle persone in difficoltà e in situazioni in cui possono venirsi a trovare non per causa loro o debolezza umana, possono essere ammessi tra i confratelli quanti, pur trovandosi in una condizione non regolare, abbiano intenzione di condividere il cammino di fede e impegnarsi nell’esercizio della carità. Comunque non potranno mai ricoprire cariche all’interno della confraternita e, pur partecipando alle assemblee elettive non potranno esprimere preferenze di voto.

art.13

a) Chi viene a trovarsi in una delle condizioni previste dall’art.12 non può rimanere nella Confraternita e pertanto deve ritenersi espulso da essa dopo che, ammonito più volte, nell’arco di tre mesi non pone rimedio.

b) Deve ugualmente ritenersi espulso dalla Confraternita chi sia di disturbo e di intralcio alla vita della Confraternita, o chi si assenti prolungatamente o ingiustificatamente dalla vita comunitaria della medesima, particolarmente dalla catechesi, e non adempia altri doveri a norma del presente Statuto e, diffidato a regolarizzare la posizione, non vi abbia ottemperato.

art.14

L’espulsione in ogni caso deve essere ratificata dal Consiglio Direttivo e comunicata per iscritto dal Priore all’interessato.

art.15

Le eventuali dimissioni dei membri, devono essere accettate dal Consiglio Direttivo.


Capitolo III

DOVERI E DIRITTI
DEI CONFRATELLI/CONSORELLE



art.16

Ogni confratello/consorella al momento della professione deve avere l’abito della Confraternita il cui uso è obbligatorio nelle celebrazioni della Liturgia e della Pietà popolare stabilite dal Regolamento.

art.17

Per la realizzazione dei fini della Confraternita ogni confratello/consorella è tenuto/a a:
a) -  condurre esemplare vita cristiana mediante la professione fedele dello spirito evangelico e coltivare la personale santificazione in risposta alla chiamata alla santità che scaturisce dal Battesimo;
-impegnarsi con spirito di apostolato nelle attività della Confraternita e in particolare nell’incontro mensile di catechesi e formazione culturale e spirituale da tenersi per tutto l’anno;
-testimoniare una vita religiosa con la partecipazione assidua alla Messa nelle Domeniche e nei giorni festivi, con la frequenza ai Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia e alimentando la vita spirituale con la preghiera personale e la lettura assidua della Sacra Scrittura;
b) - impegnarsi nell’esercizio delle opere di misericordia spirituali e corporali collaborando alle iniziative di apostolato e di promozione umana, secondo le indicazioni del Consiglio Direttivo;
c) - vivere lo spirito di penitenza e sacrificio;
d) - partecipare alla missione di evangelizzazione della Chiesa con l’impegno di testimoniare il Vangelo nella famiglia, nel lavoro, nel mondo sociale, politico, economico e culturale.

art.18

All’atto dell’accettazione definitiva il confratello o la consorella verso la quota d’ingresso e annualmente la quota sociale, fissate e aggiornate dal’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo.

art.19

I Confratelli e le Consorelle godono della stessa voce attiva e passiva purché abbiano fatto la professione e siano legittimati a rimanere nella Confraternita.


Capitolo IV

ORGANI DELLA CONFRATERNITA



art.20

Sono organi della Confraternita:
a) La Congregazione Generale o Assemblea
b) Il Priore
c) Il Consiglio Direttivo

art.21

La Congregazione Generale è costituita da tutti i Confratelli e le Consorelle, che abbiano compiuto il periodo di prova e fatta la professione. È il supremo organo deliberativo della Confraternita. Essa ha i poteri relativi alla vita della Confraternita a norma dei canoni 119 e 315 del Codice di Diritto Canonico e del presente Statuto. È convocata dal Priore almeno due volte all’anno in seduta ordinaria.

La Congregazione Generale:
a) elegge il Priore e i membri del Consiglio Direttivo;
b) approva il bilancio preventivo e consuntivo;
c) approva il Regolamento interno della Confraternita;
d) esamina le linee direttive proposte dal Consiglio della Confraternita;
e) delibera circa l’annualità da pagare;
f) autorizza il Consiglio a compiere atti di amministrazione straordinaria.
Il tutto salvo ratifica dell’Autorità Ecclesiastica (can. 1281§1).

art.22

La convocazione dell’Assemblea viene fatta dal Priore a mezzo di lettera da recapitarsi almeno otto giorni prima di quello fissato per l’Assemblea o a mezzo di affissione di avviso all’albo almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’Assemblea o con altri mezzi di pubblicità.
Le deliberazioni si adottano a maggioranza semplice e saranno valide se interverrà almeno la metà più uno dei Confratelli e Consorelle aventi diritto di voto.
In assenza del numero legale l’Assemblea può riunirsi in seconda convocazione, anche nello stesso giorno, con un intervallo di un’ora e potrà validamente deliberare a maggioranza, qualunque sia il numero degli aventi diritto presenti.
Ogni deliberazione presa su argomenti non previsti nell’Ordine del Giorno è nulla.
art.23

La Congregazione Generale può essere convocata in seduta straordinaria su richiesta dell’Ordinario Diocesano, del Consiglio Direttivo, o di un decimo dei Confratelli e Consorelle, mediante avviso con l’ordine del giorno.

art.24
Per deliberare su affari di straordinaria amministrazione sarà necessaria la previa comunicazione all’Ordinario Diocesano dell’adunanza e degli argomenti all’ordine del giorno; il deliberato sarà valido solo a seguito del visto di approvazione di detta Autorità.

art.25

Della riunione della Congregazione Generale si deve dare in precedenza avviso all’Ordinario Diocesano, che ha diritto di intervenire personalmente o per mezzo di persona da lui delegata.

art.26

Il Consiglio Direttivo, composto dal Priore e da quattro a otto Consiglieri come è fissato nel Regolamento:
a) elegge gli Officiali e il Sottopriore (o Vicepriore);
b) delibera gli atti di ordinaria amministrazione (can.1280);
c) decide l’accettazione dei richiedenti e ratifica gli atti di espulsione dei membri;
d) formula le linee direttive della Confraternita, da sottoporre alla Congregazione Generale per l’approvazione;
e) propone alla Congregazione Generale la quota di adesione per i nuovi iscritti e il contributo annuale da versare da parte dei Confratelli.
Il Consiglio Direttivo autorizza il Priore negli atti e contratti di ordinaria amministrazione e fiscali nel limite della somma liquida di cui può disporre il Camerlengo.
Ha però bisogno dell’autorizzazione della Congregazione Generale per compiere atti di straordinaria amministrazione. Sono da ritenersi tali tutti gli atti di locazione, di vendita, di acquisto, di permuta e quelli in genere definiti dall’Ordinario, udito il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici, a norma del canone 1281§2.

art.27

L’esercizio finanziario si chiude al 31 dicembre di ogni anno e il rendiconto, approvato dalla Congregazione Generale dei Confratelli e delle Consorelle, deve essere trasmesso a norma del canone 319 all’Autorità Ecclesiastica, entro il 28 febbraio successivo.


Capitolo V

ELEZIONI


art.28
La Congregazione Generale per il rinnovo del Consiglio Direttivo è convocata dal Priore della Confraternita.
La data delle elezioni è fissata dal Consiglio uscente d’intesa con il Delegato Vescovile per le Confraternite e non potrà essere cambiata senza il suo consenso.
La Congregazione Generale sarà presieduta dal Delegato Vescovile o da un suo sostituto.

art.29

Alle votazioni possono partecipare i confratelli e le consorelle che sono in regola con gli adempimenti amministrativi e non sono incorsi in provvedimenti disciplinari previsti dallo Statuto o adottati dall’Ordinario.

art.30

‘elenco degli aventi diritto di voto è predisposto dal Segretario e presentato al Priore prima delle elezioni ed è esposto nella sede delle votazioni.
Tra questi vengono scelti due scrutatori, non candidati, che verranno assistiti dal Segretario nelle operazioni.

art.31

Il voto è espresso su schede ed è esclusa ogni altra forma, anche quella per acclamazione.
Il voto è segreto, libero, incondizionato.

art.32

Non è ammesso il voto per delega né per corrispondenza.

art.33

I candidati, devono aver compiuto la professione nella Confraternita almeno da un anno. Per l’elezione a Priore occorrono almeno tre anni dalla professione.



art.34

Non possono essere eletti coloro che occupano compiti direttivi nei partiti politici (canone 317§4) e nelle Civiche Amministrazione.

art.35

Gli eletti, proclamati dal Delegato Vescovile o da un suo sostituto, devono essere confermati dall’Ordinario Diocesano a norma del canone 317§1 e dallo Stesso possono essere dimessi a norma 318§2.

art.36

Tutte le cariche durano tre anni e sono esercitate a titolo volontario e gratuito. Il Priore non può essere eletto per più di due mandati di seguito.

MODIFICHE E INTEGRAZIONI DEL 1 SETTEMBRE 2011

Tutte le cariche durano cinque anni e sono esercitate a titolo volontario e gratuito. Il Priore non può essere eletto per più di due mandati consecutivi.

art.37

Nel caso che un membro del Consiglio Direttivo venga meno in maniera definitiva, il numero dei Consiglieri verrà completato con il primo dei non eletti, fino al compimento del triennio.
Venendo a mancare un altro Officiale non Consigliere, il Consiglio Direttivo designerà un supplente, fino al compimento del triennio.


Capitolo VI

GLI OFFICIALI


art.38

Tutti coloro che ricoprono incarichi prendono il nome di Officiali della Confraternita.

art.39

Il Priore è il moderatore della Confraternita a norma del canone 318 del Codice di Diritto Canonico. Egli:
- ha la legale rappresentanza della Confraternita;
- convoca il Consiglio Direttivo e la Congregazione Generale, ne presiede le riunioni, ordinarie e straordinarie, ad eccezione della congregazione elettorale, e ne fissa l’ordine del giorno;
- cura il perseguimento dei fini istituzionali della Confraternita coordinandone l’attività;
- accerta il diritto dei Confratelli e delle Consorelle a partecipare alle elezioni con voce attiva e passiva, sull’elenco fornito dal Segretario;
- riceve le domande d’iscrizione e, dopo il consenso del Direttivo, firma l’accettazione dei nuovi Confratelli e delle Consorelle dandone comunicazione agli interessati;
- adotta i provvedimenti disciplinari previsti dallo Statuto e ne informa gli interessati nei modi previsti;
- mantiene i rapporti con il Delegato Vescovile e con l’Ordinario Diocesano;
- presenta all’approvazione della Congregazione Generale i bilanci preventivo e consuntivo, già approvati al Consiglio Direttivo, rispettivamente entro il mese di novembre e di febbraio e li sottopone alla convalidazione dell’Ufficio Amministrativo Diocesano insieme al verbale di approvazione della Congregazione Generale a norma del canone 319;
- firma ogni mandato di pagamento e di riscossione insieme al Camerlengo;
- è responsabile della custodia e conservazione dei beni mobili e immobili come buon padre di famiglia;
- procede alla stipula dei contratti nell’ambito dell’amministrazione ordinaria, a firma congiunta dal Camerlengo e del
- per gli atti di straordinaria amministrazione, avuto il mandato del Consiglio Direttivo e della Congregazione Generale, deve informare il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici e munirsi dell’autorizzazione scritta dell’Ordinario Diocesano;
- di tutti gli atti per i quali è prevista l’autorizzazione dell’Ordinario Diocesano, se compiuti senza di essa risponde in proprio conto e danno;
- nel caso di organizzazione di feste civili e religiose, in onore del Titolare o per altre circostanze, assume la responsabilità dell’osservanza delle vigenti norme ecclesiastiche e civili in materia.

art.40

Il Vicepriore è scelto dal consiglio Direttivo tra i Consiglieri, collabora con il Priore nella direzione della Confraternita e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento temporaneo.
Venendo a mancare per qualsiasi causa il Priore, il Vicepriore assume direttamente ad interim fino alla prima Congregazione generale, la quale provvederà alla sostituzione del Priore per il tempo residuo del triennio.


art.41

I Consiglieri collaborano con il Priore nella buona conduzione nello spirito della collegialità e della ricerca del bene morale e spirituale dei Confratelli e delle Consorelle.

art.42

Il Camerlengo (o tesoriere), eletto dal Consiglio al suo primo insediamento, collabora con esso e partecipa alle sue riunioni, senza diritto di voto.
Sono compiti del Camerlengo:
- provvedere alle riscossioni e ai pagamenti;
- custodire registri di cassa e amministrativi in genere con la relativa documentazione;
- annotare la soddisfazione dei legati pii e degli altri oneri di culto;
- aggiornare l’elenco dei morosi notificandolo annualmente al Consiglio Direttivo;
- firmare insieme al Priore i mandati di pagamento e di riscossione;
- redigere i bilanci preventivo e consuntivo.
Ogni operazione finanziaria deve essere registrata in ordine cronologico e con numero progressivo nel registro mastro.
Le esazioni devono avvenire con bollettario a “madre e figlia”, rilasciando ricevuta a firma congiunta del Camerlengo e del Priore.
Ogni spesa deve essere documentata da relativa pezza di appoggio, firmata dal creditore.
Le norme per l’esazione e i pagamenti devono essere osservate anche nel caso che la Confraternita organizzi festeggiamenti religiosi e civili in onore del Titolare o per altre circostanze.
Per le spese correnti e abituali il Tesoriere disporrà di una somma liquida entro un limite stabilito dal Consiglio direttivo.
Le somme in supero dovranno essere depositate sul libretto bancario o postale intestato alla Confraternita.

art.43

Il Segretario eletto dal Consiglio Direttivo al suo primo insediamento deve essere persona competente, oltre che onesta e di sicura vita cristiana.
Collabora col Consiglio e partecipa alle sue riunioni, senza diritto di voto.
Sono compiti del Segretario:
- verbalizzare le riunioni del Consiglio Direttivo e della Congregazione Generale;
- coadiuvare a verificare il numero legale per la validità delle riunioni, mediante appello nominale;
- dare lettura del verbale precedente per l’approvazione;
- registrare le assenze dei Confratelli e delle Consorelle nelle riunioni, negli incontri di catechesi, nelle processioni, riferendo al Consiglio;
- compilare l’elenco degli aventi diritto di voto;
- curare la corrispondenza, particolarmente con gli Uffici di Curia;
- ordinare e custodire l’archivio;
- redigere l’inventario dei beni mobili e immobili e a parte, degli arredi e suppellettili sacre.
Il segretario controfirma tutti gli atti del Consiglio Direttivo e della Congregazione Generale.
La sua firma fa fede circa la legittimità degli atti e l’osservanza delle norme vigenti canoniche e civili.
Per eventuali inadempienze ne risponde in proprio all’Autorità ecclesiastica e civile oltre che al Consiglio.
Entro quindici giorni dall’approvazione, il Segretario trasmetterà alla Curia Vescovile copia del verbale della Congregazione Generale o di quegli atti per i quali si richiede l’autorizzazione dell’Ordinario Diocesano.
Nel redigere l’inventario e nell’aggiornarlo annualmente farà la descrizione di ciascun bene indicando il valore, la provenienza, gli oneri inerenti e quanto può essere utile all’individuazione esatta di esso, sia che si tratti di beni mobili sia immobili.
Nella cura dell’archivio non consentirà ad alcuno di portare fuori dalla sede documenti, cercherà di recuperare quelli che fossero presso terzi.
Terrà continuamente aggiornato il registro dei Confratelli e delle Consorelle, annotando per ciascuno i dati anagrafici, l’indirizzo, la data di accettazione, il periodo di prova, le assenze con specificazione degli obblighi non adempiuti, la posizione amministrativa, eventuali provvedimenti disciplinari a carico.
Il Segretario, d’intesa col Priore e con il Camerlengo, verifica periodicamente la contabilità generale e la situazione di cassa.

art.44

Il Provveditore o Deputato di Chiesa, eletto dal Consiglio Direttivo, collabora con il Consiglio nella esecuzione di opera di manutenzione ordinaria e straordinaria della Chiesa o dell’Ordinario e degli altri edifici, seguendo le decisioni e le indicazioni formulate dalla Congregazione Generale e dal Consiglio stesso.
Al Provveditore è affidata inoltre la conservazione diligente di suppellettili, arredi sacri, oggetti di culto della Chiesa, dell’Oratorio e della sacrestia e al loro restauro in accordo con il Primicerio e il Camerlengo.
Ha cura di tutto ciò che appartiene alla Confraternita e collabora con il Segretario per l’aggiornamento dell’inventario.

art.45

Il Primicerio è nominato direttamente dall’Ordinario Diocesano (canone 317§1 del Codice di Diritto Canonico).
Nella Confraternita rappresenta l’Autorità Ecclesiastica ed è il segno della riconosciuta ecclesialità della Confraternita.
Egli perciò ha diritto-dovere:
a) di essere a conoscenza degli argomenti da trattare al Consiglio Direttivo e alla Congregazione Generale;
b) di sottoscrivere i verbali delle adunanze dell’uno e dell’altra;
c) di partecipare alle sedute, quando lo ritiene opportuno, con obbligo particolare di partecipare alla seduta per l’ammissione alla professione;
d) di porre il visto alle liste presentate all’Ordinario Diocesano, sulle deliberazioni legittimamente adottate, sulle relazioni di bilanci preventivo e consuntivo. Qualunque delibera che manchi del visto del Primicerio è da ritenersi invalida, se non interviene una speciale delega dell’Ordinario Diocesano.
Il Primicerio è il responsabile della direzione spirituale della Confraternita e della formazione cristiana dei confratelli e delle consorelle. È suo precipuo compito:
a) svolgere il corso di catechesi annuale;
b) promuovere tra i confratelli e le consorelle la conoscenza dei documenti del Magistero della Chiesa, specialmente quelli relativi al laicato ed in particolare l’Esortazione Apostolica “Christifideles Laici” di Giovanni Paolo II;
c) tenere gli incontri formativi dei nuovi candidati e degli aspiranti;
d) educare i confratelli e le consorelle alla preghiera personale e comunitaria, alla celebrazione della Liturgia delle Ore, alla vita sacramentale e promuovere la personale santificazione , in risposta alla loro chiamata alla santità di ogni battezzato;
e) coltivare lo spirito di penitenza di sacrificio in continuità con le antiche tradizioni delle Confraternite;
f) orientare i Confratelli e le Consorelle alla partecipazione attiva nella missione di evangelizzazione della Chiesa per testimoniare il Vangelo nella famiglia, nel mondo sociale, politico, economico, culturale;
g) indirizzare i Confratelli e le Consorelle alla testimonianza della carità in forma adeguata ai tempi e ai luoghi, con l’impegno di volontariato cristiano ed invitarli a partecipare ai corsi di preparazione specifica;
h) curare con somma diligenza l’incremento del culto pubblico della Chiesa, che costituisce tradizionalmente la specifica espressione della vita della Confraternita, promuovere il decoro della Chiesa o dell’Oratorio, la loro tutela e conservazione nonché la loro valorizzazione liturgica-pastorale, curare inoltre la preparazione e lo svolgimento esemplare delle celebrazioni liturgiche, nelle quali i Confratelli e le Consorelle saranno educati a svolgere parte attiva con il servizio liturgico e con il canto;
i) promuovere con zelo e perseveranza la pastorale vocazionale offrendo ai giovani adeguati momenti di ricerca, di riflessione, di esperienze con gli operatori pastorali specifici della diocesi;
l) curare l’adempimento dei legati della Confraternita e le Consorelle e dei         suffragi per i fratelli defunti.
Il Primicerio è responsabile, insieme al Priore, dei festeggiamenti civili e religiosi, organizzati dalla Confraternita in onore del Santo Titolare e per altre ricorrenze, per quanto riguarda il loro svolgimento, in conformità alle vigenti disposizioni dell’Ordinario Diocesano, sotto l’aspetto morale e pastorale.
Egli perciò si rifiuterà di avvallare programmi che non siano rispettosi delle norme, vigilerà sull’osservanza di queste, deferirà al Delegato Vescovile i responsabili della loro violazione.
Come responsabile dell’esecuzione dei legati pii e degli altri atti di culto per i defunti, stabiliti dallo Statuto e dal Regolamento, annoterà su apposito registro gli oneri annuali particolarmente delle Messe, indicando la data della celebrazione e il nome del celebrante.
Il registro verrà vidimato dall’Ordinario Diocesano.
Nell’impossibilità o in caso di difficoltà a soddisfare i legati consulterà l’Ordinario Diocesano. Farà attenzione per il rinnovo di eventuali Rescritti in proposito.
Se la sede della Confraternita è una chiesa non parrocchiale, il Primicerio non vi potrà svolgere le funzioni proprie del Parroco, a norma del Canone 530 del Codice di Diritto Canonico, fatte salve eventuali facoltà concesse dall’Ordinario. L’orario delle celebrazioni, in ogni caso, non dovrà coincidere con gli orari della parrocchia.
Il Primicerio avrà premura di informare e sentire il Parroco con l’intento di armonizzare l’attività pastorale che si svolge nella chiesa della Confraternita con quella della chiesa parrocchiale.
Se la sede della Confraternita è una chiesa parrocchiale normalmente il Parroco viene nominato dall’Ordinario Diocesano Primicerio della Confraternita, ne assumerà i compiti, ne curerà le funzioni proprie regolando i rapporti con essa mediante apposita convenzione, approvata dall’Ordinario.


Capitolo VII

MEZZI ECONOMICI



art.46

Le entrate delle Confraternite sono costituite da:
a) redditi di beni mobili e immobili;
b) quote di iscrizione dei Confratelli e delle Consorelle;
c) quote annuali;
d) ricavati di attività associative;
e) oblazioni di enti privati;
f) donazioni e legati di Confratelli e Consorelle e benefattori.

art.47

La Confraternita amministra i propri beni (canone 1237§2) avvalendosi del Consiglio Direttivo, che ha funzione di Consiglio per gli Affari Economici previsto dal Canone 1280 del Codice di Diritto Canonico, fatti salvi i diritti della Congregazione Generale circa l’informazione sulla amministrazione e il consenso per gli atti di straordinaria amministrazione. Il patrimonio della Confraternita è amministrato a norma del Codice di Diritto Canonico.

art.48

L’anno finanziario decorre dal 1°gennaio e termina il 31 dicembre.

art.49
I bilanci preventivo e consuntivo, come i registri dell’Amministrazione, sono soggetti annualmente all’esame dell’Ufficio Amministrativo Diocesano e alla approvazione del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici (canone 319 e 1287§1 del Codice di Diritto Canonico).

art.50

Il Camerlengo allegherà al bilancio consuntivo, che sarà inviato alla Curia per l’approvazione, documentazione riguardo ai libretti bancari o postali, ai titoli di rendita pubblica e ad ogni altro titolo cambiario di pertinenza della Confraternita.

art.51

La Confraternita che è in possesso della personalità giuridica civile è proprietaria dei beni mobili  e immobili ad essa intestati a norma del diritto e soggetto capace di acquistare, possedere, amministrare, alienare, ereditare beni attenendosi alle norme del Codice di Diritto Canonico, secondo i fini che le sono propri.

art.52

Essendo la Confraternita persona giuridica pubblica ecclesiastica, i suoi beni sono di natura ecclesiastica (can. 1257§1) e sono retti dalle norme del Codice di Diritto Canonico, dalle leggi generali e particolari emanate dalle competenti Autorità Ecclesiastiche e dal presente Statuto.

art.53

Gli amministratori della Confraternita sono tenuti ad adempiere il loro compito a nome della Chiesa a norma del Diritto Canonico (can.1282).
Prima di iniziare il loro incarico devono garantire con giuramento davanti all’Ordinario o a un suo Delegato di svolgere onestamente e fedelmente le funzioni amministrative. Sarà loro cura di redigere con la collaborazione del Segretario un dettagliato inventario, che dovranno sottoscrivere, dei beni immobili, dei beni mobili sia preziosi, sia comunque riguardanti i beni culturali e delle altre cose con la loro descrizione e stima e sia rivisto dopo la redazione. Oltre alla copia da conservarsi nell’archivio della Confraternita si provveda ad inviare una copia alla Curia Vescovile.
Qualunque modifica, eventualmente subita dal patrimonio, dovrà essere annotata in entrambe le copie (canone 1283). Gli amministratori saranno inoltre tenuti ad attendere alle loro funzioni con diligenza di un buon padre di famiglia, attenendosi a quanto è prescritto dal canone 1284§2 del Codice di Diritto Canonico.

art.54

Conferenza Episcopale Italiana e dall’Ordinario Diocesano; per detti atti occorre il consenso della Congregazione Generale (cfr. art. 27f) e l’autorizzazione scritta dell’Ordinario Diocesano (can. 1281§1).

art.55

Negli atti di straordinaria amministrazione determinati dalla Conferenza Episcopale Italiana e dall’Ordinario Diocesano, è compreso ogni intervento o atto relativo a beni mobili e immobili che rivestano carattere di beni artistici, storici o culturali indipendentemente dalla somma impiegata.
Con somma cura si attenderà alla scrupolosa conservazione del patrimonio artistico, tenendo conto che per procedere al restauro delle opere d’arte, occorrono l’autorizzazione dell’Ordinario, il benestare della Commissione d’Arte Sacra della Diocesi e della Soprintendenza ai Beni artistici e storici.

art.56

La sede della Confraternita, la sua Chiesa e il suo Oratorio dovranno essere mantenuti in modo decoroso.
Nessuna modifica potrà apportarsi all’architettura, decorazione, colorazione dell’edificio, senza la previa approvazione della Commissione Diocesana per l’Arte Sacra e della Soprintendenza.

art.57

È fatto obbligo al Consiglio Direttivo, con la collaborazione del Segretario di tenere l’archivio in ordine e in luogo sicuro, in cui devono essere conservati tutti i documenti, i registri degli iscritti, quello dei verbali della Congregazione generale e del Consiglio Direttivo, quello dello stato patrimoniale e di cassa, ecc.

Capitolo VIII

NORME GENERALI


art.58

La Confraternita dovrà darsi il Regolamento interno, che sarà approvato dalla Congregazione Generale e dall’Ordinario Diocesano.
Nel Regolamento saranno precisate in particolare le attività e le modalità di azione della Confraternita nonché gli usi, le consuetudini, le tradizioni.

art.59

Il Regolamento potrà essere modificato solo con la delibera della Congregazione Generale, adottato con la presenza almeno della metà dei confratelli e delle consorelle, approvata dall’Ordinario Diocesano.

art.60

Per quanto non previsto dal presente Statuto valgono le norme del Codice di Diritto Canonico per le associazioni dei fedeli ed in particolare per le associazioni pubbliche dei fedeli nonché quelle circa i beni temporali della Chiesa e le disposizioni concordatarie italiane.

art.61

La Confraternita è soggetta alla giurisdizione, alla vigilanza e alla superiore direzione dell’Ordinario Diocesano (canone 305 e 315 del Codice di Diritto Canonico) ed è tenuta a prestare sempre obbedienza alle disposizioni canoniche e pastorali dell’Ordinario Diocesano.

art.62

L’Ordinario Diocesano può sospendere o dimettere un confratello anche per cause non previste espressamente nel presente Statuto (canoni 308 e 316§2 del Codice di Diritto Canonico).

art.63

in caso di irregolarità o per altri gravi motivi l’Ordinario Diocesano può sciogliere il Consiglio Direttivo e nominare un Commissario che in suo nome diriga temporaneamente la Confraternita (canone 328§1 del Codice di Diritto Canonico).

art.64

Per gravi cause l’Ordinario Diocesano può sopprimere la Confraternita (canone 320§2 del Codice di Diritto Canonico).

art.65

In caso di scioglimento della Confraternita per decisione dell’Ordinario Diocesano o di estinzione per mancanza di membri o per inefficienza, i beni mobili ed immobili, il patrimonio finanziario, i documenti, saranno assegnati ad altra Confraternita o Ente, a giudizio dell’Ordinario Diocesano.

art.66

Solo all’Ordinario Diocesano compete l’interpretazione autentica dello Statuto o la modifica di esso (canone 314 del Codice di Diritto Canonico) o eventuali deroghe.



DISPOSIZIONI TRANSITORIE



art.67

Il presente Statuto, per la cui stesura sono state sentite anche le Confraternite della Diocesi, entra in vigore dalla data della approvazione del Vescovo.
Con la promulgazione del presente Statuto si intende abrogare ogni Statuto precedente.

art.68

Il Regolamento interno della Confraternita deve essere presentato all’Ordinario Diocesano per l’approvazione entro tre mesi dalla promulgazione del presente Statuto.

art.69

Entro sei mesi a partire dalla data di promulgazione del presente Statuto e in conformità ad esso, dovrà essere rinnovato il Consiglio Direttivo della Confraternita.



Torna ai contenuti | Torna al menu